Silvia Bolognesi

Discography

Daniele Cavallanti “Faces and Tales”

Faces_and_Tales_2013

  • Label: Rudi Records
  • Release:

Daniele Cavallanti & The Brotherhood Creative Trance Music Ensemble “Faces and Tales” 

Double CD

Personnel:

Daniele Cavallanti – tenor/baritone sax, nay flute
Gianluigi Trovesi – alto sax
Carlo Actis Dato – baritone sax, bass clarinet
Luca Calabrese – trumpet
Lauro Rossi – trombone
Emanuele Parrini – violin
Fabrizio Puglisi – piano
Silvia Bolognesi – doublebass
Andrea Di Biase – doublebass
Tiziano Tononi – drumsRecorded live on May 2012, AH UM Jazz Festival, Milan

RRJ1013 Rudi Records 2013

tracks: CD1/CD2
1-1 Creative Mesa (D.Cavallanti) 18.03
1-2 Shadows (D.Cavallanti) 3.16
1-3 Cassavetes (D.Cavallanti) 5.58
1-4 Bertolucci (D.Cavallanti) 6.40
1-5 Jarmush (D.Cavallanti) 3.29
1-6 Wenders (D.Cavallanti) 9.53
1-7 Eastwood (D.Cavallanti) 8.10
2-1 Trance Minutes (D.Cavallanti) 18.26
2-2 Sound of Hope (D.Cavallanti) 11.02
2-3 African Flower (D.Ellington) 7.16
2-4 Things Ain’t What They Used To Be (M.Ellington/T.Pearson) 11.00
2-5 Raphael’s Walk (D.Cavallanti) 4.35

Note di Copertina 

Anche le avanguardie, ormai, corrono il rischio della nostalgia; ma l’Ensemble raccolto da Daniele Cavallanti agisce ben lontano da questo territorio. Nonostante l’intento celebrativo (il sassofonista milanese ha voluto festeggiare in un modo molto speciale i suoi sessant’anni), la festa sonora organizzata attorno alle idee musicali che professa da una vita è tutta proiettata verso il futuro. Certo non manca qualche orgoglioso riflesso del passato: a iniziare dal gustoso, autoironico nome della formazione, nel quale la “brotherhood” rimanda al Sudafrica della diaspora, il richiamo alla “creatività” alla scuola di Chicago e la “trance”, chissà, a Don Cherry; insomma una chiara sintesi delle diverse influenze rielaborate da Cavallanti e dai suoi amici. Ma la miscela sonora dell’organico la dice lunga sulle intenzioni del leader, che affianca ad ance e ottoni una vera “string section” (anche le corde del pianoforte ne sono parte integrante) per organizzare una stratificazione sonora multidimensionale, capace di terremotare ogni aspettativa. Forse la testimonianza più accurata di questo disegno sta nella vasta suite Faces, cinematografica non solo nei trasparenti titoli delle sue varie sezioni ma in una modalità narrativa che s’inventa colori, inquadrature, montaggi sempre diversi. Al polo opposto di quest’ampia e importante testimonianza incontriamo Trance Minutes: ancor più degli espliciti omaggi ellingtoniani, un modo per ricordare la tradizione afroamericana (in trasparenza si staglia Africa di John Coltrane), che però rappresenta anche una calorosa dichiarazione d’indipendenza da parte di tutti i suoi interpreti. Questo doppio Cd è stato registrato dal vivo durante la decima edizione del coraggioso Ah Um Milano Jazz Festival: in questo modo anche il pubblico, e quel poco di attività culturale che ancora riesce ad essere attiva in città, partecipano a una festa che è tutt’altro che privata.